Come valutare l’efficacia della strategia di digital marketing per evitare errori [grazie ai dati e Design Thinking] - Webeing.net Agenzia Marketing

Come valutare l’efficacia della strategia di digital marketing per evitare errori [grazie ai dati e Design Thinking]

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Il pensiero va modellato, in maniera creativa. Significa recepire quanto il contesto sta comunicando ed estrapolare il valore, i passaggi salienti che permettono di creare ponti, relazioni e crescita sostenibile.

Il Design Thinking è proprio questo: un insieme di metodi e approcci che potenziano strategie di marketing e i processi di progettazione per amplificare positivamente gli effetti di ogni attività ed essere efficaci.

Cosa ottieni? L’impatto tangibile tanto ricercato, il valore da consegnare al cliente.

Il risultato si raggiunge con il supporto fondamentale di analisi dei mercati, di raccolta, sistematizzazione e interpretazione dei dati, quantitativi e qualitativi: sono questi i vettori informativi che raccontano le persone interessate ai tuoi prodotti e al tuo brand.

Prima di continuare la lettura, quindi, chiediti subito se conosci davvero il pubblico al quale proponi i tuoi prodotti e se questi rispondono ai bisogni delle persone.

Se hai anche un attimo di esitazione, allora sei sulla strada giusta perché ti poni domande, non ti fermi nella convinzione di aver raggiunto la meta.

Nel marketing si viaggia sempre in direzione orizzonte: gli scenari cambiano e ti mostrano nuove configurazioni. Se non sei capace di recepirle e adattare la strategia, gli sforzi perdono di efficacia e rallenti fino a fermarti del tutto.

Ecco alcuni suggerimenti utili e risposte che spesso condividiamo con manager e imprenditori, mentre li affianchiamo nei percorsi per disegnare strategie e progettare azioni efficaci.


 

Indice dei contenuti:

Cosa succede se sbaglio la Buyer Persona?

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Succede spesso, troppo spesso. Il primo problema è che sovente si parla di una buyer persona mentre per un prodotto ce ne sono diverse collegate.

Il primo errore, quindi, è non capire che si deve differenziare anche la Buyer Persona, ovviamente quando il mercato ci dice chiaramente - attraverso le analisi e i dati - che esistono diversi profili da intercettare.

Quindi la parola d’ordine diventa: fare il Personas Design. Ma bisogna farlo bene.

Se nella tua strategia di marketing sbagli le Buyer Personas, ogni messaggio progettato per comunicare il tuo prodotto non arriva: non c’è nessun destinatario pronto ad accoglierlo, non si attiva l’interesse.

Il tuo prodotto non risolve il problema X della persona Y, non risponde all’esigenza della persona a cui ti rivolgi: non scatta il famoso trigger.

Durante l’evento Direzione Orizzonte abbiamo avuto l’opportunità di condividere questa visione con alcuni speaker ospitati nell’evento.

Con Massimo Giacchino si è parlato di costruire ogni esperienza di acquisto attorno alle necessità, ai bisogni delle persone.

Soprattutto abbiamo visto confermata la nostra convinzione che bisogna osservare i mutamenti del mercato, seguirne l’evoluzione ma non da spettatori.
Infatti, citando Massimo, “il mercato digitale è un organismo vivente”.

Si devono creare le connessioni con le persone e lo si fa attraverso l’analisi dei dati quantitativi e qualitativi, nei contesti d’azione in cui vive il pubblico: l’habitat digitale e fisico che costituisce la dimensione #onlife in cui siamo tutti immersi.

Comincia subito a esplorare le piattaforme e i canali dove le persone si muovono, raccogli insights e le informazioni relative ai “micro momenti”, valuta le intenzioni di acquisto e analizza tutto in prospettiva per disegnare la tua prossima strategia su misura per le tue Personas.

Purpose e Content Marketing: vendi il risultato, non le caratteristiche

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Attraverso il Design Thinking e le tecniche applicate in workshop collaborativi che coinvolgono management, team operativi e talvolta anche i clienti acquisiti, si potrà definire il valore percepito dalle persone e correggere il tiro rispetto a quello che viene comunicato del brand, prodotto o servizio.

Alla base c’è la capacità di far emergere con autenticità i valori stessi alla base dell’impresa, la filosofia, la vera missione e la visione.

Soprattutto i valori impattano sul risultato che il tuo brand, prodotto o servizio offre alla persona che lo sceglie.

Inizia a vendere il risultato, non le caratteristiche tecniche o le funzionalità.

Bene spiega questa strategia il modello del “cerchio magico” proposto dal noto autore e Ted speaker Simon Sinek con il suo libro “Start with Why”, in cui definisce le priorità con cui formulare pensieri attorno al proprio business.

Al cuore, al centro dei cerchi concentrici, c’è il “why” ossia perché l’impresa sta facendo quello che sta facendo.

Secondo la nostra esperienza di consulenza strategica, il “purpose”, lo scopo, a volte non viene definito o in molti casi non c’è allineamento fra le varie funzioni d’azienda.

Il “perché” non è relativo al fare soldi, ma è il risultato, lo scopo e ciò in cui crede e tende l’azienda, è la vera ragione per cui la tua azienda esiste.
Definendo il perché, potrai anche definire il perché i potenziali clienti debbano scegliere il tuo brand, prodotto o servizio.

Il come (“how”) si riferisce a come l’azienda fa quello che fa: cosa rende speciale i suoi prodotti. Questo aspetto non è sempre conosciuto dalle aziende.

Il cosa (“what”) è quello che invece ogni azienda conosce di se stessa: cosa fa, produce, offre. Ma non basta sapere solo questo per essere competitivi nel mercato.

Inizia dal perché, indaga come migliorare la vita delle persone con il tuo prodotto - stiamo parlando degli effetti di caratteristiche e funzionalità, non la loro descrizione - e intercetta chi è in target.
Ossia di chi è in cerca di “quelle” soluzioni di problemi, di “quelle” soddisfazione di bisogni, di “quelle” gratificazioni. Cioè i risultati che il tuo prodotto apporta.

Il passo successivo è quello di comunicare bene questi risultati, che sono i valori che consegni in mano alla tua audience segmentata.

Una buona strategia di Content Marketing fa leva proprio su questi aspetti che vengono declinati nelle varie fasi del funnel di vendita, nei diversi touchpoint che connettono il brand alle persone.

Sull’importanza di vendere il risultato e non le caratteristiche di un prodotto, ci uniamo ancora a Massimo Giacchino quando afferma: “Online si può vendere tutto, ma non a tutti”.

Con la profilazione della tua audience e l’analisi dei competitor, ossia grazie ai dati, riesci anche ad applicare i dettami della “strategia oceano blu”.

Anche grazie al Design Thinking applicato al marketing strategico, puoi definire meglio il posizionamento, sperimentando un mercato dove non hai nessun competitor ma persone disposte a scegliere il tuo brand perché dà loro soluzioni e risultati che migliorano la loro vita.

L’errore di fondo nel marketing strategico: non conoscere da subito i dati del business

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Non puoi migliorare quello che non misuri. Ogni obiettivo deve avere i suoi indici di performance (kpi) o la misurazione dei risultati chiave (okr), a seconda della metodica utilizzata per monitorare le attività, le tattiche in ogni strategia di marketing.

Soprattutto, ogni percorso dei customer journey progettati ha un obiettivo.

Come ha sottolineato anche William Sbarzaglia, speaker per Direzione Orizzonte, sull’importanza e il ruolo dei dati nella strategia di marketing per crescere, le perfomance devono essere contestualizzate.

Quale passaggio dei customer journey devi migliorare? Puoi lavorare sin dall’inizio, analizzando le intenzioni con attività strategiche predittive, arrivando alla considerazione e all’engagement, convertendo all’acquisto ma anche al bottom of the funnel, con le fasi di fidelizzazione e advocacy del tuo brand.

Diamo per scontato che tu stia utilizzando i dati in azienda. [Se non lo fai, parliamone subito!].

Quello che devi evitare è valutare i dati alla fine del processo, quando sarebbe troppo tardi: la misura deve procedere nel corso delle attività, raccogliendo le informazioni in un flusso continuo.

Quando imposti la strategia, devi considerare insieme customer journey e piano di misura: prevedere come si muove la persona in target e raccogliere informazioni per avere conferme o indicazioni per i correttivi.

Cosa la interessa, come interagisce, cosa influenza la sua decisione d’acquisto?
Non serve avere una collezione da ordinare senza scopo: serve progettare un ecosistema di dati e monitorare la variazione nel tempo, ad ogni passaggio. Questo ti consente di gestire le performance e puntare alla crescita.

Puoi organizzare ogni cosa con piattaforme dedicate, che permettono di costruire questo sistema, che mette insieme sistemi di Content Management, CRM, Automation Marketing e Email Marketing e ti permette di avere una reportistica su dashboard comprensibili.

La visualizzazione dei dati è uno strumento strategico per mettere nella condizione sia il manager, che l’imprenditore e non solo il tecnico e analista che se ne occupa, di gestire le informazioni in arrivo e impiegarle con profitto negli step successivi.

Data visualization e data storytelling sono la risposta al problema della comprensione dei dati. Il digitale e la tecnologia hanno colmato il gap della disponibilità e della fruizione in tempo reale dell’informazione.

Ricorda: senza misurare le tue performance, non puoi migliorare.

Persone e valori al centro dell’esperienza, soprattutto nell’eCommerce

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Quando pensi alle applicazioni pratiche di quanto detto, puoi immaginare lo strumento che in questi anni ha preso sempre più piede anche considerando il fenomeno del social shopping: il sistema eCommerce può far crescere in chiave digitale il tuo business.

L’esperienza di acquisto deve essere progettata e parte molto prima che il cliente metta un prodotto nel carrello.
Secondo la nostra esperienza di agenzia digital questa è l’unica strada per avere successo.

La buona notizia è che sembra difficile, ma non lo è. O meglio, c’è un modo per rendere semplice quello che è complesso: scegliere il Design, inteso nella sua accezione più ampia.

La progettazione e il marketing con approccio agile riescono a rispondere a questa istanza: tenere la persona al centro di ogni ragionamento e costruire la relazione con i potenziali clienti sulla base di valori, per un progetto eCommerce sostenibile.

L’eCommerce è un modo di abitare la dimensione onlife di ogni Buyer Personas in maniera efficace, perché è un tassello del mosaico di touchpoint disponibili ma è anche quello che permette un alto tasso di monitoraggio e di costruzione di connessioni.

Il design ci proietta nel futuro e da sempre ci indica la direzione verso il prossimo orizzonte: migliorare la vita delle persone dando loro risposte alle loro domande, soluzioni a loro problemi, soddisfazioni ai loro bisogni.

In maniera sostenibile ed etica, possiamo vendere il risultato, l’impatto tangibile e positivo sulla vita delle persone, alla base di ogni strategia di marketing efficace. Iscriviti alla nostra newsletter cliccando il bottone qui sotto e seguici sui social per scoprire il prossimo orizzonte di crescita per il tuo business.

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